English translation (by goolge)
Può realisticamente una donna difendersi da un’aggressione?
La domanda è tutt’altro che banale a meno che non la si voglia liquidare con una risposta di comodo …e altrettanto banale.
Ampliando e rendendo più completa la domanda la questione è questa: “In che modo una persona fisicamente meno dotata del proprio aggressore e psicologicamente meno portata ad atteggiamenti e a reazioni aggressive può contrastare e gestire un’aggressione fisica e psicologica?” Le premesse sono scoraggianti e presupporre che una mera conoscenza tecnica colmi il divario risulta poco credibile. Così è, in effetti, visto che conoscere la “mossa” non salva nemmeno gli uomini.
L’addestramento nella difesa personale da questo punto di vista è identico sia per gli uomini che per le donne: tutti e due si trovano a dover fronteggiare un aggressore di norma psicologicamente e fisicamente più preparato. La differenza tra i due sessi sta nel fatto che gli uomini sono abituati al confronto fisico , come allo scontro psicologico, molto più delle donne e sono abituati ad avvalersi della propria forza e velocità per prevalere. In un certo senso, anche se non sono in vantaggio, giocano comunque nel “loro campo”. Addestrare gli uomini alla difesa personale, dando per assodati gli aspetti pre-fight e post-fight, si può ben definire come l’affinare qualità che già si possiedono.
Per le donne è differente. Educazione e società orientano le donne verso strategie collaborative piuttosto che di confronto. Lo sviluppo motorio attraverso giochi di natura “violenta” è osteggiato e il naturale sviluppo fisico porta le ragazze ad essere meno forti dei loro coetanei. Trasferendo e semplificando relativamente al nostro problema: per le donne la difesa personale è giocare in un campo sconosciuto ed in cui si parte svantaggiati.
A questo punto verrebbe da rispondere che le uniche donne capaci di difesa personale sono quelle che si comportano come uomini.
La risposta invece è sorprendentemente opposta. Ma per darla dobbiamo ragionarci un po’.
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