Cos’è il Kali filippino:
Kali, Escrima o Eskrima, Arnies, Arnies de mano, questi i nomi più noti con cui l’arte del
combattimento armato e disarmato delle filippine si fa conoscere.
Nasce come sistema di combattimento esclusivamente da guerra per sopperire alla necessità di difesa da parte dei nativi delle isole Filippine dalle innumerevoli invasioni di cui furono oggetto.
Il Kali, prevalentemente centrato sulle armi conserva, ancora oggi in molti stili, anche una controparte a mano nuda che nulla ha da invidiare ai moderni sistemi di street fighting.
Il primo contatto con con l’occidente di quest’arte marziale, se così lo si può definire, lo si deve al navigatore Magellano che proprio in queste isole trovò la morte per mano del capo guerriero Lapu Lapu. In seguito negli innumerevoli conflitti (come i battaglioni Bolo della seconda guerra mondiale) e occupazioni straniere, il Kali filippino ebbe modo di evolversi, a volte prendendo a prestito tecniche dei suoi invasori, e di rimanere un sistema vivo e attuale praticamente sino ai giorni nostri.
Il Kali filippino oggi:
Sino agli anni cinquanta nei cosiddetti combattimenti della morte il combattimento armato
era ancora praticato nelle Filippine nella sua forma più dura e violenta ma rimaneva comunque sconosciuto alla comunità marziale internazionale.
A dargli risalto e a portarlo all’interesse dei marzialisti di tutto il mondo è stato Dan Inosanto, universalmente riconosciuto come un’enciclopedia vivente delle arti marziali e uno dei maggiori eredi del Jeet Kune Do di Bruce Lee.
A lui si deve anche il grosso lavoro di ordinamento delle arti marziali filippine in programmi didattici che hanno reso più accessibile ai praticanti occidentali.
L’incredibile varietà di scuole, sistemi e sottosistemi di Kali filippino offre un mondo tutto nuovo e di devastante efficacia agli amanti del combattimento armato e si sposa molto bene con il Jeet Kune Do condividendone gli stessi principi di praticità ed efficacia.
Tradizionalmente la maggior parte dei sistemi filippini iniziano la pratica con il bastone. L’allenamento con il bastone, infatti, addestra in modo intenso coordinazione, riflessi e concentrazione. Bastone, doppio bastone e infine coltello è la sequenza di apprendimento in genere più utilizzata per formare un “escrimador” completo.
Il fine, infatti, è quello di preparare un combattente capace, grazie alle sue competenze, di poter utilizzare pressoché qualsiasi oggetto come arma.
