Di quest’attività non sono attualmente disponibili corsi alle classi ma solo lezioni private.
Cos’è Nova Scrimia?
Rimaniamo affascinati dal mito dei samurai giapponesi ma pochissimo sappiamo della scienza militare dei nostri avi. Dalla nascita di
Roma e per tutto il medioevo e rinascimento, l’Europa e l’Italia stessa sono state sconvolte da guerre e battaglie. Esattamente come la nobiltà orientale anche l’occidente vantava un’élite di guerrieri specializzati che faceva della guerra un vero e proprio mestiere. Delle loro gesta non restano solo poemi epici ma una quantità enorme di manuali in cui il combattimento dell’epoca viene descritto con minuzia di particolari.
Skrim, Scrima, Scrimia, Scherma, l’arte della guerra era una necessità pressante e drammaticamente necessaria e allo stesso tempo una vera e propria scienza che permetteva l’uso di armi vere come di improvvisate, a piedi come a cavallo, armati come disarmati. L’efficacia e il valore di tecniche provate e verificate realmente sul campo di battaglia conserva, ancora oggi, la sua forte caratteristica di attualità. Era una Scherma a 360 gradi che selezionava tecniche e maestri sulla base della severa legge della selezione naturale. Ciò che non funzionava moriva assieme al praticante che se ne faceva portatore. Ecco perché il valore di quanto riportato nei testi che ci sono pervenuti è un tesoro di esperienze inestimabile. Dalla ricerca su questi manuali e dalla sperimentazione sul campo nasce Nova Scrimia che riallaccia il filo interrotto con la tradizione guerresca occidentale e italiana in particolare. Oggi, l’antica Scrimia antenata della scherma sportiva, vive di nuovo i suoi antichi fasti.
La scherma antica ha braccia moderne.
Nova Scrimia oggi.
Nova Scrimia è attualità nella tradizione. Lo studio della scherma medioevale e rinascimentale viene riproposto in modo filologico arma
per arma (spada a una mano e mezza, striscia e mano sinistra, spada a e boccoliere , daga, spada e cappa etc…), ma caratteristica di Nova Scrimia getta un ponte tra passato e presente. La Scrimia torna ad essere praticata ancora una volta, usando le parole di Antonio Manciolino, maestro del cinquecento, ”…per diletto, scienza e conservazione della vita”. Il programma nella Nova Scrimia prevede quindi tre aree principali di studio.
Il bastone moderno in cui i principi ed elementi antichi si esplicano in una scherma vitale e divertente che trova espressione finale nel combattimento libero. L’uso delle lame e la difesa da esse di scuola italiana nella quale le migliori strategie di “salvazione” da quella che è da sempre una delle armi più pericolose da affrontare si uniscono in un insieme logico e funzionale adatto ai nostri tempi. Il programma di Mani libere, all’interno del quale la trattatista di lotta medioevale, quella di boxe libera e di pugilato da strada, è integrata riprendendo quella progressione evolutiva interrottasi quando la scherma perse il suo valore vitale per acquisire quello sportivo.
Nova Scrimia recupera i principi di efficacia, le strategie di combattimento, le posture vantaggiose e le metodologie di attacco e copertura frutto dell’esperienza di chi quando combatteva, letteralmente, “non si metteva i guanti”.
Un allenamento di Nova Scrimia
La fase di riscaldamento prevede in genere l’esecuzione di colpi a vuoto, siano essi mulinelli con il bastone o tecniche di mano nuda. A
seconda delle necessità e del livello della classe, ci si scalda lavorando su passi e spostamenti con marce semplici e composte. Più spesso, colpi e spostamenti vengono eseguiti assieme in esercizi in coppia colpo su colpo o in brevi sequenze preordinate. La fase centrale della lezione prevede lo studio di una tecnica in particolare, di uno spostamento o di una strategia. La sua esecuzione viene provata in progressione sino a renderla il più possibile rispondente per tempo modo e misura ai parametri dell’assalto libero. Nella fase finale si eseguono degli esercizi di combattimento “giocato” in cui si applicano solo alcune tecniche o si cerca di rendere funzionale spostamenti, parate, gestione dell’arma avversa. Altre volte, assieme all’istruttore o ad un atleta già avanti con la pratica, si esegue lo “spratico” in cui tecniche offensive, difensive e controffensive vengono chiamate in sequenze da eseguire su segnale, attacco o invito. Più spesso, perché ciò che non trova luogo in combattimento non trova luogo nella scherma tradizionale, si chiude la lezione confortandosi in combattimenti liberi con i compagni di pratica.
